postato da beat il febbraio 26, 2007 18:39
credo proprio mi stia venendo l'influenza. proprio ora che sono tornata da casa e che la fra è guarita. maledetta. mi ha attaccato il morbo. lo sapevo lo sapevo!!
postato da beat il febbraio 14, 2007 22:33
è proprio una di quelle giornate in cui avrei voglia di fare i capricci.
postato da beat il febbraio 13, 2007 18:50
sulle nuove br: ma nessuno ha detto loro che il muro di berlino è crollato? voglio evitare di dilungarmi su un fatto veramente assurdo e riprovevole, anacronistico e semplicemente incredibile. io sono allucinata. sarà che non mi occupo di politica in maniera diretta ma io non avrei mai potuto immaginare un ritorno delle br. è preoccupante e assurdo. e da un certo punto di vista fa anche un po' paura.
postato da beat il febbraio 12, 2007 20:39
prendo spunto da un post del socio pinux per parlare un po' dell'industria culturale. già qui ci sarebbe una precisazione che cade proprio a cecio, come si dice dalle mie parti. ma andiamo con ordine. il termine industria culturale è stato coniato dai 'ragazzi' della cosiddetta scuola di francoforte, una corrente filosofica, perlopiù, anche se c'è molta sociologia nel mezzo, composta principalmente da alcuni soggetti mica di poco conto: personaggi come adorno, horkeheimer e marcuse. oltre a molti altri meno famosi. partendo da una impostazione neo-marxista i nostri, riprendono i concetti che marx avrebbe definito sovrastrutturali, per delineare una più precisa connotazione di quella che fino ad allora era stata chiamata 'cultura di massa'. coniano il termine industria culturale per eliminare l'ambiguità della definizione precedente che avrebbe potuto essere intesa come la cultura delle masse, creata dalle masse. una cultura che viene dal basso, se vogliamo. il loro scopo, era, dimostrare che tutto quello che ha a che vedere con la cultura massificata è standardizzato e uniformato verso il basso, non dal basso. dimostrare che, oltretutto, lo scopo dell'industria culturale sia esattamente, quello di riprodurre all'interno del panorama culturale gli stessi meccanismi della società capitalista, per ingabbiare gli spettatori all'interno delle maglie di una specie di spirale che tutto riporta al capitale, vedi, ad esempio, lo scopo della pubblicità. questo, è, molto approssimativamente, e anche imprecisamente, una specie di bignami sul concetto di industria culturale, assolutamente non esaustivo, però, spero, interessante.
in sociologia questa teoria e molte altre vengono riconodotte alla cosiddetta fase dei 'powerful media'. i media che tutto possono e che ci farebbero ingoiare qualsiasi cosa. la mia personalissima opinione in merito è che questo punto di vista sia quantomeno riduttivo, se non offensivo. io credo che la maggior parte di noi, e sottolineo, la maggior parte, che non vuol dire tutti ma neanche pochi, sia in grado di valutare cosa stia guardando, leggendo o ascoltando. siamo in grado di scegliere. è chiaro che, spesso, purtoppo, molti dei media più popolari ci propinano dei programmi inguardabili e impossibili, al limite della decenza e dell'idiozia. però, magari in misura minore, ci sono cose interessanti, rilassanti, o quantomeno non irritanti. comunque, quello che mi premeva sottolineare dopo tutta sta pippa anche un filino autoreferenziale [saranno serviti a qualcosa 7 anni di università?] è che i media non sono degli imbuti. abbiamo il telecomando in mano, la possibilità di cambiare quotidiano o di scegliere che film andare a vedere. che la comunicazione non è, come diceva una delle prime teorie sui media di massa, inoculata come con un ago ipodermico. siamo in grado di distinguere, o, almeno, di scegliere. e se uno sceglie di vedere i vanzina, non sarò di certo io ad impedirglielo, se è questo che vuole. a me possono piacere altre cose. ma secondo me bisogna anche cercare di avere uno sguardo sì smaliziato, ma anche obiettivo sulle cose. alla fine de palma, scorsese e molti altri sono registi immensi, imho, e, contemporaneamente, popolari. il succo è: non è che tutto il pop sia merda e tutto lo snob sia favoloso. c'è dello snob che mi fa schifo e del pop che mi sembra meraviglioso. e viceversa. ma non facciamo che tutto quello che è 'di massa' diventi necessariamente brutto o non meritevole di essere apprezzato nella misura in cui lo merita.
postato da beat il febbraio 10, 2007 15:30
mi unisco all'ultima catena simpatica. a proposito, lucì, grazie per avermi coinvolta. ;) il problema è che non so cosa non sappiate di me. mumble mumble. ci devo riflettere.

1- in realtà sono un uomo.
mentire non vale? riproviamo.

1- in realtà non fumo. lo scrivo nei post solo per darmi un tono.
niente, pure qui sto mentendo. riprovo di nuovo. non è colpa mia se dico sempre tutto.

1- la b da ragazzina era anarchica convinta.
ma questo mi sa che lo sapete già. uff.

1- ho mangiato le unghie per anni.
questo non lo sapevate.

ok. possiamo passare al punto 2.

2- ho posseduto e -argh!- indossato un paio di jeans arancioni ed un paio giallo limone. ma ero molto giovane. e mi potevo permettere di farlo.

3- ho fatto per anni il maestro di pattinaggio in linea. da ragazzina sono stata vice campionessa regionale di pattinaggio a rotelle tradizionale.

4- prendo il caffè senza zucchero e odio quelli che mi dicono: "già la vita è tanto amara!"

5- ho una vera ossesione per le scarpe.

so che sono tutte cose sceme ma non mi viene in mente altro. se nei prossimi tempi mi verrà in mente qualcosa di più succoso, farò gli update del caso.
postato da beat il febbraio 08, 2007 19:16
26.
postato da beat il febbraio 05, 2007 19:31

svegliandomi da un’oretta di pisolino penso seriamente che dormicchiare è tra le mie attività preferite. specie nei pomeriggi d’inverno. quando fuori fa freddo e puoi avvolgerti in un bel piumone caldo. con le piume che fanno rumore seguendo i tuoi movimenti. la mia fra stamane si è laureata. 110 magna cum laude. come si diceva una volta. e io sono troppo felice per lei. ieri notte non mi ha fatto dormire per l’agitazione. e io domani ho un esame e tra 3 giorni ne ho un altro. e vorrei solo poter dormire ancora. in compagnia magari. sfiorando nel sonno una pelle che non sia mia. e guardare degli occhi al risveglio invece delle mie lenzuola troppo colorate. sbadiglio. ho mal di testa. forse dovrei farmi un caffè. temo di essermi graffiata con un’unghiata durante il sonno. lo faccio sempre. che nervi. ho sognato di un incontro ed un piccolissimo mazzo di viole. di mani e passeggiate al freddo durante la notte. vago ancora in quella dimensione in cui non dormi ma non sei neanche veramente sveglio. penso al nescafè. o magari un bel tè francese con tutti quegli odori mescolati che ti invogliano ad annusare più che a bere. mi mastico un dito per cercare di svegliarmi. non riesco a non sbadigliare.

postato da beat il febbraio 03, 2007 14:32
sono allergica. e ho una pianta gigantesca in fiore sotto la finestra. lacrimo.
postato da beat il febbraio 03, 2007 10:02
trenta e lode.