postato da beat il ottobre 28, 2006 19:28
fino a ieri probabilmente chiunque viaggi spesso in aereo si era abituato ad essere perquisito fin nei calzini, specialmente negli aeroporti americani. da oggi, sappiate che se andate negli states e avete un portatile, potrebbero sequestrarvelo senza motivi apparenti e senza rivelarne le ragioni. il tutto in nome della ormai famosa lotta al terrorismo internazionale e della sicurezza della nazione americana. si narra di casi di persone che hanno dovuto aspettare per più di un anno per riavere la propria macchina indietro. nessuno, ovviamente, garantisce che il vostro materiale, oltre a poter essere visionato da chiunque possa arrivarci, non possa essere copiato, conservato, riutilizzato. le foto del vostro cane, di vostra sorella, i documenti personali o di lavoro, le vostre lettere d'amore non hanno scampo. così come non hanno scampo i dati riservati di aziende, istituzioni e chi più ne ha più ne metta. inutile dire di più. la nostra privacy, se ancora ne abbiamo, è ormai fuori discussione.
postato da beat il ottobre 27, 2006 14:48
non sono una grande esperta in materia, ma, in ritardo, mi sento di dover scrivere qualcosa a proposito di questa vergognosa finanziaria che sta uscendo, a più riprese, da questo governo. una finanziaria di sole tasse, mi sembra di capire. più di 30 miliardi di euro. e dove li andiamo a trovare? nelle nostre tasche, ovviamente. ovviamente il governo continua ad accanirsi sull'università e sulla ricerca. e questa cosa mi tocca molto da vicino. da 6 anni studio in un'università pubblica, in una facoltà di scienze della comunicazione che quest'anno è stata costretta a rimettere il numero chiuso. per mancanza di aule, proprio di spazi fisici in cui ospitare le lezioni. ho seguito corsi in piedi, seduta per terra, attaccata ai lampadari. in più di mille persone in aule la cui capienza massima è trecento, quattrocento, massimo cinquecento persone. e continuiamo a togliere soldi ad un'istituzione che dovrebbe, a livello molto teorico, insegnarci qualcosa. renderci, almeno culturalmente, migliori. o quantomeno, più preparati. le nostre università cadono a pezzi, sono prive di servizi. noi abbiamo dodici computer per più di cinquemila persone. in una facoltà di scienze della comunicazione mi pare davvero grottesco. paghiamo le tasse. e sono diventate cifre mica da ridere. avrei sperato che questo governo ci avesse risparmiato. che almeno dei "giovani, che sono il nostro futuro" come molti, in questo governo, amano ripetere, potessero avere non dico rispetto, ma quantomeno speravo che potessero evitare di finire di distruggerlo, questo nostro grigissimo futuro. un futuro fatto di precariato e di instabilità perenne. mi chiedo: ma cosa cazzo studiamo a fare? avrei potuto avere un contratto a progetto anche senza laurea, probabilmente.
postato da beat il ottobre 26, 2006 16:42
questo è quanto. che ne dite? va bene? consigli? dubbi? perplessità? esprimetevi nei commenti.
postato da beat il ottobre 24, 2006 17:11
elesole che cita doctor house: ' l'amore? ah, quella cosa che gonfia i pantaloni'.
ma quanto lo amiamo il doctor house?
postato da beat il ottobre 23, 2006 21:43
questo blog sta mettendo le ragnatele. non vado più in giro nei blog degli amichetti virtuali e non. non è colpa mia. finchè da fastweb non si decidono a portarmi l'acccess point wireless abbiamo un solo cavo e quindi bisogna ritagliarsi gli spazi. uff.
postato da beat il ottobre 17, 2006 15:24
la mia vecchia template non funge più per ora accontentiamoci di questa recuperata non so più dove che neanche mi piace ma per ora, meglio di niente. uff. mi metto al lavoro e me ne faccio una nuova. speriamo di far presto.
postato da beat il ottobre 16, 2006 17:25
ieri sera riflettevo. dopo una chiacchierata tra amici davanti ad un caffè. e facevo il punto della situazione mentre parlavo. me lo facevo nella testa. e per un momento tutto sembrava chiaro: per una volta nella mia vita, non so cosa voglio. non so di cosa io abbia effettivamente bisogno. forse riconoscerlo potrebbe aiutare. aiutare a non intrecciarmi in convulse convinzioni che cambiano forma ogni tre minuti. io so sempre cosa voglio. di cosa ho bisogno. e riuscire a capire, per la prima volta da non so più quanto tempo, che invece non lo so, mi destabilizza e mi rassicura insieme. perchè mi dimostra di essere un essere umano. anche io so essere indecisa. non aver chiaro in testa quale sensazione stia provando. questa specie di ebbrezza dell'ignoto. un breve brivido di adrenalina. forse qualcosa sta per cambiare. non vedo l'ora.
postato da beat il ottobre 09, 2006 17:44
in cerca di uno schianto. annego nel marasma più totale. in piena crisi pre-tesistica. con un solo ip in uscita in tre persone. esigo fastweb wireless. sennò tento il suicidio con l'unico cavo di rete in nostro possesso.