quando venerdì mattina alle 5:00 ho aperto le finestre dopo la notte praticamente insonne e ho visto il diluvio ho pensato che se il buongiorno si vede dal mattino il week-end milanese sarebbe andato di merda. dopo essere uscita di casa e aver guardato solo allora l'orologio ed essermi accorta che mancavano 5 minuti alla partenza del treno ho pensato che peggio non potesse iniziare. dopo la corsa e l'arrivo in extremis e aver preso al volo il treno, fradicia, senza fiato, con la faccia gonfia dal sonno, le occhiaie, i capelli senza senso e i super manager che lavoravano al pc intorno ho realizzato che l'unica cosa da fare era mettersi a dormire e far finta di nulla. dopo aver passato tutto il viaggio in compagnia dei racconti urlati dei particolari di una storia appena finita in maniera stronza, dalla biondina con frangettina pariolina nel posto di fronte al mio non potevo non aspettarmi che a firenze sarebbe salito il classico bambino urlante rompipalle che domanda ad ogni mezzo secondo alla madre sfinita 'quando arriviamo? che cos'è questo?'. la stazione di milano mi ha accolta a braccia aperte nella sua bellezza bohemièn. un po' meno accogliente è stato il bar della stazione con i piccioni che svolazzavano al suo interno e i camerieri che non mi hanno cagata di striscio. viaggio in metro e ostello pieno di gente simpatica con conversazioni in inglese e pisolino sul divano più scomodo della terra prima che ci dessero la stanza.
haring alla
triennale in compagnia del mio amichetto
meme. haring. nella sua immensa forza espressiva, la sua totale originalità e quei colori sparati. poi il classico aperitivo milanese ( come potevamo saltarlo?) e serata in compagnia del
teo e del vavva e di un sacco di altra gente. mi sono davvero rotolata dalle risate. ho manigato la focaccia più buona e unta della storia. rientro in ostello alle 3:30 con le compagne di stanza dormienti con luce accesa e finestra aperta. di gente strana ce n'è a pacchi. sabato smau. sveglia in orario ovviamente improponibile. una giornata destabilizzante. lo smau è una roba confusissima, cacofonica, in cui c'è tutto e niente, delle cose fichissime e delle cose che non c'entrano nulla. musica a palla ovunque e una quantità di gente incredibile. interessante e inutile insieme. però sono riuscita a prendere contatti con la responsabile marketing ed eventi di apple italia. è stata algida e genitlissima insieme, mi ha dato il suo biglietto e mi ha detto che sarà felice di aiutarmi e che si mette a mia disposizione per le informazioni di cui ho bisogno per la tesi. accumulati una marea di gadget e di volatini, una quantità di informazioni inutili e un rincoglionimento mica da ridere. serata passata al cuore, locale fichissimo in centro in compagnia della cricca condito da grandi risate e un'atmosfera bellissima. una lunga telefonata al freddo fuori dal locale. rivelazioni sospettate e malinconiche. di una dolcezza disarmante. parole dette con difficoltà e un sorriso a mezza bocca. che hanno un senso ed un significato profondo e intenso. che riempiono e fanno uno strano effetto. una strana alchimia di sensazioni contrastanti e pezzi di puzzle che non possono incastrarsi. ma ci vuole raziocinio. altro rientro con il sorriso stampato in un'orario straziante. compagne di stanza di nuovo dormienti con luce accesa e finestra aperta. di gente strana ce n'è a pacchi. domenica passata sotto il tipico cielo bianco di milano. il duomo è una esperienza abbagliante. bianco che si staglia sul bianco. nella sua miriade di guglie e statue e nella sua possente presenza. il viaggio in tram con le sue panche di legno e la sua atmosfera neo-realista, fino al castello sforzesco in vista dell'aperitivo al
bhangra mi ha quasi fatto dispiacere dell'impossibilità di vedere in bianco e nero. una gran mangiata etnica e un cocktail arancio fluo, altre instancabili risate. e poi il viaggio verso stazione centrale, l'attesa del treno in ritardo di mezz'ora. i saluti sulla banchina e le battute dal finestrino. la malinconia e la stanchezza classiche del viaggio di ritorno con treno fermo per un'ora alla stazione di firenze per motivi a me ancora ignoti, le tre sigarette fumate nell'attesa. la colazione in piedi alla stazione tiburtina con le facce gonfie e stanche ma sorridenti. per tutte queste emozioni e questa bellezza non posso non ringraziare
meme della sua disponibilità e la sua dolcezza, oltre che delle risate a crepapelle, complice il vavva, che è stato una scoperta con la sua irresistibile simpatia sostenuta da un cinismo fuori dal comune. lancio un bacio virtuale ad entrambi che senza di voi non mi sarei divertita così tanto. un abbraccio a
teo. per tutto ciò che ci siam detti. e sappiamo entrambi che è vero. che niente cancella il bene che ti voglio. un bacino in fronte alla mia fra. per avermi accompagnata e sostenuta in questo viaggio, in questi giorni e in questi 13 anni. per volermi questo bene. grazie.