postato da beat il ottobre 25, 2005 01:02
quando venerdì mattina alle 5:00 ho aperto le finestre dopo la notte praticamente insonne e ho visto il diluvio ho pensato che se il buongiorno si vede dal mattino il week-end milanese sarebbe andato di merda. dopo essere uscita di casa e aver guardato solo allora l'orologio ed essermi accorta che mancavano 5 minuti alla partenza del treno ho pensato che peggio non potesse iniziare. dopo la corsa e l'arrivo in extremis e aver preso al volo il treno, fradicia, senza fiato, con la faccia gonfia dal sonno, le occhiaie, i capelli senza senso e i super manager che lavoravano al pc intorno ho realizzato che l'unica cosa da fare era mettersi a dormire e far finta di nulla. dopo aver passato tutto il viaggio in compagnia dei racconti urlati dei particolari di una storia appena finita in maniera stronza, dalla biondina con frangettina pariolina nel posto di fronte al mio non potevo non aspettarmi che a firenze sarebbe salito il classico bambino urlante rompipalle che domanda ad ogni mezzo secondo alla madre sfinita 'quando arriviamo? che cos'è questo?'. la stazione di milano mi ha accolta a braccia aperte nella sua bellezza bohemièn. un po' meno accogliente è stato il bar della stazione con i piccioni che svolazzavano al suo interno e i camerieri che non mi hanno cagata di striscio. viaggio in metro e ostello pieno di gente simpatica con conversazioni in inglese e pisolino sul divano più scomodo della terra prima che ci dessero la stanza. haring alla triennale in compagnia del mio amichetto meme. haring. nella sua immensa forza espressiva, la sua totale originalità e quei colori sparati. poi il classico aperitivo milanese ( come potevamo saltarlo?) e serata in compagnia del teo e del vavva e di un sacco di altra gente. mi sono davvero rotolata dalle risate. ho manigato la focaccia più buona e unta della storia. rientro in ostello alle 3:30 con le compagne di stanza dormienti con luce accesa e finestra aperta. di gente strana ce n'è a pacchi. sabato smau. sveglia in orario ovviamente improponibile. una giornata destabilizzante. lo smau è una roba confusissima, cacofonica, in cui c'è tutto e niente, delle cose fichissime e delle cose che non c'entrano nulla. musica a palla ovunque e una quantità di gente incredibile. interessante e inutile insieme. però sono riuscita a prendere contatti con la responsabile marketing ed eventi di apple italia. è stata algida e genitlissima insieme, mi ha dato il suo biglietto e mi ha detto che sarà felice di aiutarmi e che si mette a mia disposizione per le informazioni di cui ho bisogno per la tesi. accumulati una marea di gadget e di volatini, una quantità di informazioni inutili e un rincoglionimento mica da ridere. serata passata al cuore, locale fichissimo in centro in compagnia della cricca condito da grandi risate e un'atmosfera bellissima. una lunga telefonata al freddo fuori dal locale. rivelazioni sospettate e malinconiche. di una dolcezza disarmante. parole dette con difficoltà e un sorriso a mezza bocca. che hanno un senso ed un significato profondo e intenso. che riempiono e fanno uno strano effetto. una strana alchimia di sensazioni contrastanti e pezzi di puzzle che non possono incastrarsi. ma ci vuole raziocinio. altro rientro con il sorriso stampato in un'orario straziante. compagne di stanza di nuovo dormienti con luce accesa e finestra aperta. di gente strana ce n'è a pacchi. domenica passata sotto il tipico cielo bianco di milano. il duomo è una esperienza abbagliante. bianco che si staglia sul bianco. nella sua miriade di guglie e statue e nella sua possente presenza. il viaggio in tram con le sue panche di legno e la sua atmosfera neo-realista, fino al castello sforzesco in vista dell'aperitivo al bhangra mi ha quasi fatto dispiacere dell'impossibilità di vedere in bianco e nero. una gran mangiata etnica e un cocktail arancio fluo, altre instancabili risate. e poi il viaggio verso stazione centrale, l'attesa del treno in ritardo di mezz'ora. i saluti sulla banchina e le battute dal finestrino. la malinconia e la stanchezza classiche del viaggio di ritorno con treno fermo per un'ora alla stazione di firenze per motivi a me ancora ignoti, le tre sigarette fumate nell'attesa. la colazione in piedi alla stazione tiburtina con le facce gonfie e stanche ma sorridenti. per tutte queste emozioni e questa bellezza non posso non ringraziare meme della sua disponibilità e la sua dolcezza, oltre che delle risate a crepapelle, complice il vavva, che è stato una scoperta con la sua irresistibile simpatia sostenuta da un cinismo fuori dal comune. lancio un bacio virtuale ad entrambi che senza di voi non mi sarei divertita così tanto. un abbraccio a teo. per tutto ciò che ci siam detti. e sappiamo entrambi che è vero. che niente cancella il bene che ti voglio. un bacino in fronte alla mia fra. per avermi accompagnata e sostenuta in questo viaggio, in questi giorni e in questi 13 anni. per volermi questo bene. grazie.
postato da beat il ottobre 20, 2005 03:15
perchè le cose storte devono sempre succedere tutte assieme? mai che vengano una per volta. da ieri sera è un delirio di bordelli uno dietro all'altro senza soluzione di continuità. prima i problemi con la ricerca e i ragazzi. in una delle associazioni che stanno studiando hanno piantato un casino che non finisce più sui questionari adducendo motivazioni inesistenti e soprattutto ridicole. il che dimostra che ci sono grossi problemi nelle relazioni interne, molto più di quanto sospettassimo già senza questionari. in più questo ci rivela molto di più di quanto avremmo scoperto se avessero semplicemente risposto alle domande. forse è anche meglio così. teniamo le dita incrociate. poi, stasera, bella serena e contenta, vado sul sito di trenitalia per prenotare il biglietto last minute per milano e, sorpresa sorpresa, l'offerta è sparita. non è che sono finiti i biglietti, non esiste proprio più l'offerta sul sito. domani andrò in agenzia e poi, al limite in stazione, e pianterò un casino che non finisce più. comunque, qualunque cosa succeda, io partirò per milano e andrò allo smau. cascasse il mondo io devo andare allo smau. e anche alla triennale a vedere haring. echecacchio. cosa mi riserverà il destino per domani? forse è meglio non chiederselo, a questo punto.
postato da beat il ottobre 19, 2005 01:41
ma quanto mi può far sesso gavin henson.
postato da beat il ottobre 18, 2005 02:16
ci sono momenti in cui non mi riconosco. momenti in cui smetto di sperare. di crederci. momenti in cui la solitudine mi taglia in due. e non riesco a mettere insieme i pezzi. tutti i cocci da rincollare. e io ho finito la colla. i pezzi del puzzle non si incastrano come dovrebbero. non sono più capace di farli stare insieme. e tutto sembra troppo difficile e lontano. e non so cosa sarà domani. chi sarò domani. momenti in cui è troppo difficile capire. e quando ti mancano le risposte ai perchè vaghi senza punti di riferimento stabili. e mi sembra una vita che vago. che non trovo appigli. che mi guardo e mi impongo di star bene. di sorridere. e sbaglio. sbaglio perchè non esprimo. non dico. non esplodo, nel bene e nel male. e comprimo tutto dentro. ma non so fare altro. non so come si fa. come si fa?
postato da beat il ottobre 15, 2005 18:00
tornata da un soggiorno dai miei. nel calore di casa. con la mamma e il papà contenti e sereni. giorni passati in tinteggiature di pareti e shopping selvaggio in compagnia della mamma. ho tagliato i capelli e ora ho male al collo. ma alla fine sono contenta. sto bene. certo che gli ultimi eventi sul fronte politico-istituzionale mi sconcertano non poco. ho la sensazione che le cose stiano andando sempre peggio e non mi spiego come sia possibile accantonare questioni importanti e di primaria necessità per votare una legge elettorale che non ha senso e non rispetta le volontà degli elettori italiani. abbiamo votato per un referendum qualche anno fa. e ora ci si impone un cambiamento che non ha senso e contraddice quanto era stato stabilito. bah. non capisco. in più, guardi la tv, e i cosiddetti approfondimenti giornalistici e d'attualità non parlano di politica, di riforme, di elezioni primarie, della finanziaria. però, se lapo elkann va in overdose di stupefacenti sono tutti li ad allarmarsi e a capire quali siano i suoi problemi. a difendere le grandi famiglie del capitalismo italiano sulla base di nulla. ma quali problemi può avere lapo elkann? non sa come investire i soldi di famiglia? io non capisco. in questo paese la maggior parte della gente che lavora tutti i giorni con fatica e impegno non sa come arrivare alla fine del mese e noi siamo qui a cercare giustificazioni ad un cocainomane che si sfonda di droghe per noia e superficialità. umanamente può anche dispiacermi che sia in un letto d'ospedale, ma in realtà mi preoccupano molto di più i ragazzi che non trovano lavoro o si trovano a vivere un tessuto sociale di difficoltà, emarginazione, magari anche violenze fisiche e psicologiche, e non hanno alcun punto d'appoggio, alcun aiuto da questo stato e da questa società, che non hanno la possibilità di mettersi nelle condizioni di farcela, di cavarsi fuori da situazioni di disagio reale. sono preoccupata quando si mettono insieme situazioni così diverse, che a mio parere non sono minimamente paragonabili. sono preoccupata perchè anche questo è segno dell'irrealtà nella quale ormai è immersa la società civile italiana. perchè se vai in overdose e non sei il nipote dell'avvocato agnelli probabilmente muori per strada o in ospedale. e non per le mancanze degli operatori di primo soccorso, che sono persone che lavorano e lavorano bene, con passione e coraggio, ma perchè non ci sarà nessuno che si prenderà cura di chiamare i soccorsi per tempo. perchè puoi sentirti male, essere in overdose, stare per morire ma per strada nessuno sembra accorgersene, anzi, scappano via inorriditi, un po' schifati.
postato da beat il ottobre 06, 2005 20:09
ieri. ore 11:45 circa. un ventisette in strumenti e tecniche della produzione visiva. con una incazzatura immane. sentirsi dire da un professore che le cose che hai scritto sono troppo tecnicamente corrette perchè le abbia scritte tu. sentirsi dare dalla persona superficiale perchè 'lei è qui perchè questo esame è più facile'. non lo sopporto proprio. io non sono questo. io faccio quello che devo perchè mi piace. perchè secondo me l'università dovrebbe essere un momento di crescita non solo culturale, ma anche morale. e nel momento in cui i professori basano le loro valutazioni su un loro preconcetto e sulle loro frustrazioni personali io non posso accettarlo. gli scriverò una mail per esigere le sue scuse. non c'è da stupirsi, poi, se l'università funziona di merda.
oggi. ore 17:30 circa. un ventisette in semiotica. esame difficlissimo. pesante. duro e a tratti incomprensibile. il prof mi ha fatto i complimenti. voleva darmi 30 e lode. poi mi ha fatto la media con il 22 dello scritto. ma sono davvero contenta. non solo perchè ho dato semiotica al primo tentativo, cosa che succede molto raramente da noi. ma anche perchè il prof era contento. e ha riconosciuto il mio impegno e la mia serietà. sono davvero contenta.
postato da beat il ottobre 05, 2005 01:13
domattina. ore 9:00. strumenti e tecniche della produzione visiva. merda. merda. merda.
postato da beat il ottobre 01, 2005 03:59
ho finito. in ritardo. alle 4 di mattina. ma ho finito. mai fare una tesina su un film o qualunque altra cosa ti piaccia. perchè ad un certo punto inizi ad odiarla. credo di aver rivisto la scena in cui tony montana va ad ammazzare frank lopez circa trenta volte negli ultimi 4 giorni. e il lunghissimo piano sequenza iniziale della versione originale, quella di hawks almeno altre quaranta. però. ragà, che film!