nella mia città d'origine c'era un vecchietto, si chiamava libero, e lo era di nome e di fatto, dicevano che fosse matto, e forse, se accettiamo l'idea comune della pazzia, lo era. ogniqualvolta vedeva qualcosa che gli sembrava storta, o mal fatta diceva sempre, scuotendo la testa: "povera italia!" ed è quello che viene in mente anche a me leggendo certe cose. il nostro caro vicepremier ginfranco fini, senza camicia nera perchè il regime è cambiato, ha il coraggio di dire certe cose, alla "festa atreju", solita riunione romana dei giovani squadristi di an:
"il pacifismo è la caricatura della pace, ponzio pilato fu il primo pacifista della storia", dice fini preparando i suoi ragazzi per la battaglia: "diventate l'avanguardia di una grande battaglia per la pace e contro il pacifismo, oggi è il momento dell'assunzione di responsabilità, la pace non si conquista sventolando bandierine, ma portando avanti una politica autenticamente pacificatrice, è questa l'alternativa al terrorismo". a proposito di pilato, la pacificazione in questione sarebbe condotta tanto dai soldati che dai volontari. in iraq infatti "non c'è resistenza armata, ma un dovere morale della destra di fare una battaglia contro il terrorismo".
e come se non bastasse, parlando di centri sociali: "dirò una cosa non molto politicamente corretta", ma si dovrebbero "diffidare certi teppisti e violenti in servizio permanente effettivo dall'utilizzare l'aggettivo 'sociale' che ha ben altro significato".
e maroni, presente anche lui, insieme a parecchi ministri della casa delle libertà, ricalca: "i centri sociali sono luoghi in cui entra di tutto e da cui esce violenza, come si è visto anche nel G8 di genova". e continua dicendo che quando era giovane lui "per l'aggregazione c'erano gli oratori, in cui si partiva da valori condivisi quali il no alla violenza o alla droga". valori che "purtroppo, nei centri sociali non si ritrovano".
non oso neanche commentare oltre.
fonte:
"il manifesto", oggi.